Racconto III
La caccia al cinghiale
Una mattina di buon'ora, quando la rugiada ancora pesava sull'erba, un cacciatore lasciò il suo villaggio e si addentrò nella foresta poco più a EST.
Dopo aver inseguito per l'intera giornata l'ombra di una preda che mai si mostrò, decise di arrendersi alla notte. Preparò un piccolo accampamento, raccolse della legna e accese un bel fuoco, la cui luce danzava contro il buio degli alberi.
All'alba del giorno seguente la terra gli offrì le impronte di un grosso cinghiale. Le seguì paziente verso NORD/EST, fino a raggiungere la sua tana; e dopo un lungo appostamento, trattenendo il respiro, lo affrontò e lo abbatté con la sua lancia.
Soddisfatto, tornò all'accampamento, dove mangiò e bevve fino a sazietà. Poco dopo, sentì il bisogno di appartarsi e si diresse verso SUD/EST, fermandosi sotto un albero. Ma appena si fu calato i pantaloni, un serpente nascosto tra le foglie lo morse proprio sul sedere.
Così, dopo aver domato un feroce cinghiale, il cacciatore fu piegato dalla più piccola delle creature, nel momento meno glorioso di tutta la sua avventura.