Racconto I
Il cacciatore e l'aquila
Quando l'alba era ancora un pallido presagio, un cacciatore si destò, impugnò il suo arco e si consegnò al respiro della foresta. Tra il fruscio degli alberi il suo passo versi SUD/EST incontrò a terra una piuma, lieve come un sospiro; e alzando lo sguardo la vide staccarsi da una maestosa aquila diretta ad OVEST, immobile su un ramo come una sentinella del cielo.
Trattenne il fiato, incoccò una freccia e la scagliò: ma l'aquila aprì le ali e si dissolse nell'azzurro. Ostinato, il cacciatore andò a cercare la sua freccia verso OVEST, inoltrandosi là dove il bosco si faceva più fitto e più cupo.
Quando infine la ritrovò, un rumore sordo gli strisciò alle spalle. Si voltò lentamente, e nell'ombra riconobbe la sagoma di un enorme orso che avanzava verso di lui. da OVEST
Tese ancora il suo arco, ma la paura fu più rapida delle sue mani. L'orso lo assalì, e il cacciatore chiuse gli occhi per sempre lì, nel cuore silenzioso della foresta.